Si può fare

L’esperienza di Si può fareLiberi civici trentini, nasce da un’ esigenza avvertita da molte persone: costruire un contenitore diverso da quelli già esistenti. Perchè diverso?

I motivi sono tanti, e affondano, per alcuni di noi, nell’incontro con Rodolfo Borga, compianto politico trentino che ripeteva spesso: “oggi destra e sinistra non esistono più, i termini della questione sono cambiati”.

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Male-detti

Perché? Perché? Rimbalza la domanda nei cuori e nelle teste, dopo che due ragazzi di un liceo si sono tolti la vita nel giro di pochi giorni.

Gli psicologi si sforzano di consolare i vivi, ma non hanno parole, i professori, non hanno parole, i genitori degli amici, non hanno parole, i preti, non hanno parole. Dicono sia sufficiente la vicinanza fisica, l’esserci, stringersi; ma quanto dura il calore di un abbraccio?

I figli sono posseduti dalle domande; quasi fossero demoni, le domande chiudono l’anima in un cerchio tutto terreno. Per alcuni ragazzi bisogna fare, darsi da fare, andare, mai fermarsi; quale sia la direzione in fondo conta poco. I “più avveduti” invece, programmano tutto e quando i progetti e le energie vengono frustrate o quando le domande mai espresse bruciano dentro, allora ci si scopre soli, freddi, disperati; ci si scopre morti. Allora morire, farsi morire, non è più difficile. La terra, con tutto il suo darsi da fare, la luna e i pianeti, in questo mondo pieno di domande senza più risposte, non sono che un pezzo di terra in più. Ma la terra pesa, quando ti scende dentro ti toglie il respiro. Non è Gaia la terra. Anche i preti non hanno risposte, forse perché non credono più nel cielo, forse perché anche loro credono che tutta la questione di riduca al fare qualche cosa; migliorare il mondo. La scienza, gli psicologi, una vita ben programmata, l’impegno sociale, non bastano. I giovani non vogliono morire, lo sanno più di tutti d’essere fatti per il cielo, perché sentono ancora il fiato di una madre che li accarezza e ne hanno nostalgia.  Ma neanche una madre può tutto. Gli adulti negano l le risposte vere. L’infinito, sei fatto per l’infinito, lo dovremmo gridare nel momento in cui i ragazzi sono felici, non dopo. Non lo fa più nessuno. Allora, quando avremmo bisogno di una parola, non resta che il silenzio e i giovani sono ancora una volta; male detti.

Bioetica e Dottrina sociale della Chiesa. Un incontro non (ancora) avvenuto

Pubblichiamo l’intervento del prof. Stefano Fontana al Seminario di Apologetica 2020 (Centro Damasco – Brescia) dell’11 febbraio 2020.

Una breve storia preliminare

Lo stretto collegamento della bioetica con la Dottrina sociale della Chiesa è stabilito in modo incontestabile dalla Evangelium vitae la quale collega direttamente se stessa con la Rerum novarum. Il testo è noto: “Come un secolo fa ad essere oppressa nei suoi fondamentali diritti era la classe operaia, e la Chiesa con grande coraggio ne prese le difese, proclamando i sacrosanti diritti del lavoratore, così ora, quando un’altra categoria di persone è oppressa nel diritto fondamentale alla vita, la Chiesa sente di dover dare voce con immutato coraggio a chi non ha voce” … “Ad essere calpestata nel diritto fondamentale alla vita è oggi una grande moltitudine di esseri umani deboli e indifesi, come sono, in particolare, i bambini non ancora nati”[1].

La questione bioetica veniva così inserita dentro la questione sociale o, se vogliamo, la questione sociale veniva ampliata a comprendere la bioetica. In questo senso la Evangelium vitae è da collegarsi con la Humanae vitae (1968)[2] di Paolo VI, dato che la bioetica non può non interessarsi della procreazione e quindi della sessualità umana nella sua valenza pubblica; ed è da collegarsi con l’Esortazione Familiaris consortio (1981) di Giovanni Paolo II, in quanto non si può parlare di apertura alla vita senza parlare dell’unico contesto umanamente adeguato per la sua accoglienza, ossia il contesto matrimoniale che la politica deve proteggere.

Questi tre documenti sono da tenere sempre insieme, sicché quando si nega o si pensa di riconsiderare l’uno si hanno ripercussioni negative anche sugli altri. La sessualità, la procreazione, il matrimonio, la famiglia non sono fatti privati, sono certamente personali ma non individuali, hanno invece una originaria dimensione pubblica, quindi sociale e politica. In questo senso bisogna dire che la questione bioetica rientra nella questione sociale. Se invece sessualità, procreazione, matrimonio, famiglia sono intesi come fatti individuali, privati, ludici, tecnici, oppure come delle semplici scelte o preferenze, allora la questione bioetica non solo non rientra nella questione sociale ma non esiste nemmeno come questione. In questo caso basterà il bio-diritto positivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di tutti i legislatori statali che vorranno applicarlo. Continua a leggere

Trasmissione a Radio Maria: Il Coordinamento nazionale “JUSTITIA ET PAX” per la Dottrina Sociale della Chiesa

“La Dottrina sociale della Chiesa, oggi”
trasmissione a cura dell’Osservatorio Internazionale “Card. Van Thuan”

Radio Maria, Sabato 15 febbraio 2020, dalle 21.00 alle 22.30

argomento della trasmissione:

Il Coordinamento nazionale “JUSTITIA ET PAX” per la Dottrina Sociale della Chiesa

Parte introduttiva:

ore 21.00-21.10 – Saluti iniziali, presentazione della trasmissione e degli ospiti (Fabio Trevisan – Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân)

Parte approfondimento, ospiti:

ore 21.10 – 21.25 – Don Marco Begato, SDB (Amicizia San Benedetto Brixia – Brescia)

ore 21.25 – 21.40 – Lorenza Perfori (Libertà e Persona – Trento)

ore 21.40 – 21.55 – Dott. Giuseppe Grana (Centro Culturale Il Faro – Modena)

ore 21.55 – 22.00 – Pausa musicale

ore 22.00 – 22.25 – Domande radioascoltatori

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Due studi italiani di record-linkage evidenziano la forte sottostima della mortalità materna in Italia, ma tacciono sulla mortalità correlata all’aborto indotto

Nel 2010 la rivista Lancet ha pubblicato i Rapporti di Mortalità Materna (MMR, Maternal Mortality Ratio) stimati a livello globale, in cui l’Italia veniva presentata come la Nazione con l’indice MMR più basso al mondo pari a 3 morti materne ogni 100.000 nati vivi. L’indice italiano proveniva dai dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) che identifica i decessi materni dai certificati di morte, ma il dato non corrisponde alla reale incidenza della mortalità materna.

L’ipotesi che le morti materne italiane, basate sui dati ufficiali Istat, fossero sottostimate era emersa dal raffronto dell’indice italiano con i dati internazionali: esso risultava notevolmente inferiore rispetto a quanto rilevato negli altri Paesi socialmente avanzati. Per questo motivo, nel 2008 l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) aveva promosso un progetto di ricerca, finanziato dal Ministero della Salute, volto a rilevare e quantificare la sottostima dei casi di morte materna, calcolare l’MMR effettivo e analizzare le principali cause di morte associate al fenomeno.

L’intento del progetto di ricerca era di utilizzare le procedure di record-linkage, le uniche che permettono – attraverso l’incrocio dei dati tra più documenti – di ottenere stime più precise e realistiche. L’utilizzo dei soli certificati di morte per il calcolo della mortalità materna appare, infatti, del tutto insufficiente: omissioni varie o poca chiarezza sulla causa effettiva di morte, nonché il fatto che la morte materna non comprende solo il decesso di una donna durante la gravidanza o il parto, ma anche qualsiasi altro decesso avvenuto entro 1 anno da ogni esito di gravidanza (parto, gravidanza ectopica, aborto spontaneo, aborto indotto), rendono i certificati di morte inadeguati a rilevare l’entità della mortalità materna in maniera completa. Continua a leggere

Le dolorose testimonianze dei figli cresciuti con genitori lgbt (6 VIDEO con sottotitoli in italiano)

Le testimonianze di Denise Shick, Rivka Edelman, Robert Oscar Lopez, Katy Faust e Dawn Stefanowicz, tutti cresciuti con genitori lgbt. Le video interviste sono tratte da “Il matrimonio è il nostro futuro” dello studio legale statunitense Alliance defending freedom, che nel 2015 li ha aiutati a presentare le loro memorie alla Corte suprema, in opposizione alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Denise Shick, figlia di un transessuale, spiega gli effetti devastanti della cultura LGBT sui bambini

Nel 2015 Denise Shick ha scritto una memoria alla Corte suprema in opposizione alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, raccontando la sua dolorosa esperienza di figlia di un transessuale. Denise è la fondatrice e direttrice dell’associazione Help4families, che aiuta chiunque abbia un parente transessuale. È autrice di vari libri, tra cui “My daddy secret” e “When Daddy Leaves to Be a Girl”. Continua a leggere

Il discorso di addio di Farage all’Unione Europea

Il discorso di addio di Nigel Farage è schietto e diretto, il leader del Brexit Party non ha peli sulla lingua e attacca duramente l’Unione Europea: “Nel 2005 ho visto la Costituzione che era stata elaborata da Giscard e da altri. Ho visto che i francesi in un referendum l’hanno respinta; ho visto che gli olandesi l’hanno respinta in un referendum; però ho visto che poi voi in questa istituzione avete ignorato questi referendum e avete riportato questa Costituzione sotto forma di trattato di Lisbona. E l’avete fatta passare senza ulteriori referendum.

Gli irlandesi hanno votato: hanno detto di no e sono stati obbligati a votare di nuovo. Siete molto bravi a far votare di nuovo le persone, ma noi abbiamo dimostrato che i britannici sono troppo grandi per essere vittime di bullismo!… Non abbiamo bisogno di una Commissione Europea, non abbiamo bisogno di una Corte Europea, non abbiamo bisogno di queste istituzioni e di tutti questi poteri! Noi adoriamo l’Europa, però odiamo l’Unione Europea!

Spero che questo sia l’inizio della fine di questo progetto, un progetto che non funziona: non è democratico, è anti democratico, anzi! E dà il potere a delle persone senza che rendano conto all’elettorato. Questa è una struttura inaccettabile… Basta contributi finanziari! Basta Corte di Giustizia Europea! Basta politica della pesca comune! Basta maestrini! Basta essere bullizzati!…” 

News dalla rete

  • Caro Salvini, ci dispiace, ma sull’aborto si sbaglia

    di Benedetta Frigerio. Le parole del leader leghista sull'aborto come contraccezione hanno scatenato l'ira della Sinistra sebbene siano deboli: se la donna, come sostiene, ha diritto di scegliere, non si vede perché in alcuni casi non possa farlo. Non si comprende il perché di questa ambiguità ma se il problema è l'elettorato basta guardare a Trump. Se si vuole difendere la fede del Paese non si può farlo senza la ragione e la verità. Come ricorda la Madonna, che lui ama citare. Leggi il seguito…

  • Come l’Arizona sfida la dittatura del politicamente corretto nei college

    di Eugenio Capozzi. In Arizona il deputato repubblicano Anthony Kern ha appena presentato un progetto di legge che istituirebbe, in ogni università dello Stato, un “Office of public policy events” con il compito di assicurare il pluralismo e la libera espressione di opinioni differenti negli eventi di rilevanza politica organizzati dall’ateneo. Leggi il seguito…

  • Ecco quali guai ha il mondo per le politiche antinatalità

    di Ettore Gotti Tedeschi. Mattarella ha ricordato il problema della denatalità, ma cosa sarebbe successo se l’Occidente non avesse deciso di frenare le nascite? Non ci sarebbe stato bisogno di compensarle con iperconsumismo (sempre più a debito), deindustrializzazione e delocalizzazioni. La crisi del 2007 si sarebbe evitata. Non si sarebbe sacrificato il risparmio delle famiglie, ci sarebbero meno sprechi, il tema ambientale non sarebbe divenuto l’urgenza, ecc. Magari ci sarebbero altri problemi: ma non questi. Leggi il seguito…

  • San Valentino, Giovanardi: “Crollo demografico e martellante propaganda Lgbt”

    di Carlo Giovanardi. La risposta al crollo demografico del mondo Lgbt è la rivendicazione di ricorrere all’utero in affitto e alle pratiche di fecondazione eterologa per far fronte a questo drammatico scenario. Davanti a questa deriva antropologica, confermata in Emilia-Romagna da una nuova Giunta che così a sinistra non era mai stata, c’è da domandarsi per quali motivi non solo non si levi una sola voce da parte delle Gerarchie cattoliche ma come sia stato mai possibile che tantissime parrocchie si siano mobilitate per agevolarla anziché contrastarla Leggi il seguito…