La vera storia di Lina Merlin

L’onorevole Angelina Merlin (1887-1979), detta Lina, maestra, con formazione cattolica presso le suore canossiane di Chioggia, partigiana antifascista, socialista, membro dell’Assemblea Costituente, prima donna in Senato, è la celebre promotrice della legge Merlin, con cui si pone fine alla prostituzione legale in Italia, portando alla chiusura di centinaia di case di tolleranza o bordelli (già boicotatti dal ministro democristiano Scelba, che dal 1948 ha smesso di rilasciare licenze per l’apertura di dette Case).

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Liberare l’economia dalle ideologie

LIBERARE L’ECONOMIA DALLE IDEOLOGIE: UN PRESSANTE INVITO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi

Lectio magistralis tenuta alla III Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa, svoltasi a Lonigo (Vicenza) presso il Convento francescano di San Daniele, sabato 17 ottobre 2020

“Il titolo di questo mio intervento pone in relazione la Dottrina sociale della Chiesa con le ideologie in campo economico. Credo sia utile notare subito che la Dottrina sociale della Chiesa si contrappone, per sua intima natura, all’ideologia perché è realista mentre l’ideologia è sempre un occultamento strumentale della realtà. Anche Karl Marx la definiva così, ma dentro un sistema di pensiero che era a sua volta ideologico. Pensare infatti – come egli faceva – che la verità si faccia tramite la prassi è pura ideologia. Continua a leggere

Viganò: come il Vaticano II serve al nuovo ordine mondiale

di Marco Tosatti.

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vi offriamo il testo che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha pronunciato alla Catholic Identity Conferenze del 23 ottobre, intitolata “Fare di Francesco un capro espiatorio – Come la rivoluzione del Vaticano II serve il Nuovo Ordine Mondiale”. Buona lettura.

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Catholic Identity Conference

October 23th, 2020

SCAPEGOATING FRANCIS

How the Revolution of Vatican II Serves the New World Order

Archbishop Carlo Maria Viganò, Apostolic Nuncio

 

«Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti.»

Mt 8, 22

 

1. Viviamo in tempi straordinari

Come probabilmente ognuno di noi ha compreso, ci troviamo in un momento storico in cui eventi del passato, che in precedenza potevano apparire scollegati tra loro, si dimostrano inequivocabilmente connessi tanto nei principi che li ispirano quanto nei fini che si prefiggono. Uno sguardo equanime e oggettivo non può non cogliere la perfetta coerenza tra l’evolversi del quadro politico globale e il ruolo che la Chiesa Cattolica ha assunto nell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale. Per essere più precisi, si dovrebbe parlare del ruolo di quella parte apparentemente maggioritaria della Chiesa, in realtà numericamente esigua ma estremamente potente, che per brevità riassumo nell’espressione deep church.

Ovviamente non esistono due Chiese – cosa che sarebbe impossibile, blasfema ed eretica – né l’unica vera Chiesa di Cristo è oggi venuta meno alla sua missione, pervertendosi in una setta. La Chiesa di Cristo non ha nulla a che fare con questi ribelli che la occupano da ormai sessant’anni. La sovrapposizione tra la Gerarchia cattolica e i membri della deep church non è un fatto teologico, ma una realtà storica che sfugge alle categorie usuali e che come tale dev’essere analizzata.

Sappiamo che il progetto del Nuovo Ordine Mondiale consiste nell’instaurazione della tirannide ad opera della Massoneria: un progetto che risale alla Rivoluzione Francese, al Secolo dei Lumi, alla fine delle Monarchie cattoliche e alla dichiarazione di guerra alla Chiesa. Possiamo dire che il Nuovo Ordine Mondiale è l’antitesi della societas christiana, esso concretizza la Civitas diaboli opposta alla Civitas Dei, nell’eterna lotta tra Luce e Tenebre, Bene e Male, Dio e Satana. Continua a leggere

Fenomeno Meloni

“Fenomeno Meloni, viaggio nella Generazione Atreju” è il primo saggio giornalistico su Giorgia Meloni e sulla genesi di Fratelli d’Italia. Una leadership ed una storia che partono da lontano e che meritavano di essere raccontate. Il testo è edito da Fede e Cultura, per la collana Gondolin.

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“I farmacisti non collaborino all’uccisione dei nascituri”

Pubblichiamo l’appello rivolto ai farmacisti italiani, nel giorno dedicato a San Giovanni Paolo II, dal coordinamento nazionale Iustitia et Pax, da Cultura Cattolica e dall’osservatorio internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

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Agli amici Farmacisti.

A seguito delle decisioni degli enti pubblici di liberalizzare alcuni farmaci che procurano l’aborto, cioè l’uccisione di un essere umano innocente, magari sotto la denominazione ‘umanitaria’ di ‘contraccezione di emergenza’, come fedeli di Cristo invitiamo tutti voi a rifiutarvi di collaborare con l’uccisione dei nascituri e a non vendere a nessuno i suddetti farmaci.

La Chiesa nei suoi documenti ufficiali ha espressamente indicato tra i farmaci abortivi quelli intercettivi e quelli contragestativi (evidentemente sia in pillole che in altre modalità iniettabili o a spirale): Continua a leggere

Un popolo si riappropria della Dottrina sociale

di Stefano Fontana

La Terza Giornata nazionale della Dottrina Sociale della Chiesa, tenutasi sabato scorso a Lonigo (VI), è stata molto più che un convegno: è stato un popolo che si riappropria di un insegnamento sociale che la Chiesa di oggi ha abbandonato per seguire le ideologie mondane. È stato l’inizio di un cammino per ricostruire una presenza nella società che metta al centro Cristo creatore e redentore.

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In un grande convento francescano di una piccola cittadina veneta, sabato scorso 17 ottobre è accaduta una cosa molto significativa. A Lonigo (Vicenza) si è tenuta la III Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa. Il solito convegno! si dirà… E invece non è stato il solito convegno ma qualcosa di meglio e di più. Lì si è dato appuntamento un popolo cattolico che non intende rinunciare alla Dottrina sociale della Chiesa così come la Chiesa l’ha sempre insegnata, che dal basso si organizza e si collega per aiutarsi a tenere fede a questo patrimonio, seriamente preoccupato da come la Chiesa stessa lo stia trascurando se non abbandonando. Continua a leggere

Giornata nazionale della DSC. La lectio del vescovo Crepaldi: Attenti alle ideologie!

LIBERARE L’ECONOMIA DALLE IDEOLOGIE:

UN PRESSANTE INVITO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi

Lectio magistralis tenuta alla III Giornata Nazione della Dottrina sociale della Chiesa, svoltasi a Lonigo (Vicenza) presso il Convento francescano di San Daniele, sabato 17 ottobre 2020

  1. Il titolo di questo mio intervento pone in relazione la Dottrina sociale della Chiesa con le ideologie in campo economico. Credo sia utile notare subito che la Dottrina sociale della Chiesa si contrappone, per sua intima natura, all’ideologia perché è realista mentre l’ideologia è sempre un occultamento strumentale della realtà. Anche Karl Marx la definiva così, ma dentro un sistema di pensiero che era a sua volta ideologico. Pensare infatti – come egli faceva – che la verità si faccia tramite la prassi è pura ideologia. Questa osservazione ci dice una cosa importante: non è sufficiente denunciare e criticare le ideologie, bisogna anche farlo in modo non ideologico. Le ideologie si accusano spesso tra loro di essere ideologiche, ma rimanendo sempre dentro il gioco dell’ideologia. La Dottrina sociale della Chiesa, invece, lo fa dall’esterno, senza partecipare al gioco dell’ideologia. Il motivo ce lo ha detto la Caritas in veritatedi Benedetto XVI, ricordandoci che la verità si fa dono di sé senza essere nostra produzione. L’ideologia è una nostra produzione con la quale vogliamo coprire la realtà e la verità, considerate come una grande ideologia. La Dottrina sociale della Chiesa è invece realista, pensa che la verità non sia ideologica, anzi che ci liberi dalle ideologie proprio perché è ricevuta e non prodotta da noi. La verità rende liberi. L’ideologia è sempre un artificio, la Dottrina sociale della Chiesa non lo è mai. Anzi, essa educa l’intelligenza e il cuore degli uomini alla realtà, al retto ragionamento, ad una fede consapevole e ragionevole, al vero sviluppo, alla fiducia nelle risorse umane e nell’uomo come risorsa. L’ideologia è pessimista perché non vede nella realtà se non una falsificazione, la Dottrina sociale della Chiesa è invece ottimista perché rifiuta di coprire la realtà con una coltre favorevole a degli interessi di parte. La Dottrina sociale è “della Chiesa” e la Chiesa è la Sposa del Logos, della Sapienza e della Verità. Le ideologie sono delle maschere, la Dottrina sociale guarda il Volto di Cristo in cui il Padre si è rivelato e che rivela anche il volto dell’uomo.

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La storia della pillola abortiva: dai campi di concentramento a Rockefeller, Clinton, Gates e Soros

Una precisazione: la pillola abortiva è pericolosa e riprovevole perché uccide bambini e danneggia la salute psicofisica delle madri (con rischi anche letali), non perché è prodotta da una fabbrica di proprietà del regime comunista cinese e il principale azionista dell’azienda che l’ha creata produceva il gas usato per uccidere i prigionieri dei campi di concentramento nazisti. Non vogliamo alimentare l’odio indiscriminato contro le case farmaceutiche: esse creano e rendono accessibili farmaci che salvano e migliorano la vita a milioni di persone ma questo non le rende esenti da critiche quando invece creano e distribuiscono sostanze che hanno l’unico scopo di uccidere esseri umani.

Le persone che si sono impegnate e ancora si impegnano (che tra parentesi sono al 99% maschi bianchi eterosessuali capitalisti) per diffondere il più possibile le pillole della morte sanno benissimo che esse non favoriscono l’emancipazione femminile: il loro scopo è attuare la pulizia etnica globale, colpendo le minoranze etniche e i poveri di qualsiasi colore nei paesi occidentali e tutti gli abitanti dei paesi asiatici ed africani. Continua a leggere

Amy Barrett con la sua famiglia: un manifesto vivente del “femminismo” originario

Si consuma in questi giorni, negli Usa, un grande scontro che molti, forse, non comprendono appieno: quello tra Kamala Harris, potenziale vicepresidente del paese, e il giudice Amy Vivian Coney Barrett, candidata alla Corte suprema.

La prima viene definita, sui media di tutto il mondo, “femminista”, mentre la seconda è dipinta come una donna davvero bizzarra, che con la sua idea di fede, la sua devozione alla famiglia (è sposata ed ha sette figli) e la sua contrarietà all’aborto, rinnega, incredibilmente, tutte le “conquiste” del femminismo.

In verità la questione è più complicata, come dimostrano per esempio queste dichiarazioni di Erika Baciochi, nota esponente di quello che potremmo definire “femminismo cristiano”: “La Barrett racconta che per entrambi i genitori, i bisogni dei figli vengono per primi, le carriere per seconde, eppure prosperano sia i figli che le carriere. Invece di accettare l’assunto che prendersi cura della famiglia è una “scelta” della donna da abbracciare o rifiutare in solitudine, come fa la Roe vs Wade, i Barrett riconoscono che sia le madri sia i padri sono investiti dalle responsabilità verso i figli che dipendono da loro. Questo è il nuovo femminismo”.

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Sopravvivranno le democrazie?

di Claudio Forti

Per chi ha voglia di fare un salto nel nostro passato, direi remoto, per vedere che cosa pensavano i filosofi greci della democrazia, visto che nella loro terra era iniziato questo esperimento, che Churchill definiva il meno peggio dei regimi, e che ora pare traballare in vari paesi occidentali. Traggo questo scritto dalla traduzione della terza e quarta pagina di una video-conferenza dello storico spagnolo César Vidal, attualmente in esilio negli Stati Uniti. Il titolo della conferenza è:

Sopravvivranno le democrazie?

Probabilmente sapete che la parola democrazia deriva da “demos” (popolo), e da “cratia” (potere), è una parola greca. La democrazia ha avuto un percorso breve. Comincia all’inizio del Sesto secolo avanti Cristo e ha un momento di pienezza nel Quinto secolo a. C. e si conclude nel Quarto secolo a. C., senza avere alcun restauro. Ciò che seguirà non sarà più una democrazia. Ma ci sono delle ragioni per cui si è conclusa così.

Qual è la prima ragione? Bene, avrete di che sorprendervi, perché questo viene definito e affermato da parte di persone che credono nel fatto che è il popolo che ha il potere. La prima ragione è la cecità delle masse. Le masse sono cieche, le masse sono ignoranti, e questo è un brodo di cottura poco raccomandabile per la democrazia. Il grande poeta Pindaro diceva, con un atteggiamento molto pessimista ma non distante dalla realtà, che quanto più grandi sono le moltitudini, più cieco è il loro cuore. Questo succede per la loro incapacità di ragionare. Questo, naturalmente costituisce un enorme problema. Inoltre Plutarco riesce ad essere anche più duro, arrivando a dire che la democrazia come regime dimostra che nonostante che coloro che di solito prendono la parola – e i politici che di solito parlano sono i più abili -, alla fine quelli che decidono e votano sono gli ignoranti. Il che è già preoccupante all’interno del sistema democratico. Continua a leggere

News dalla rete

  • Triste e liquido, il Messale riflette questa Chiesa

    di Riccardo Barile. Nonostante le proteste per l’iconografia del Lezionario, anche con la nuova edizione del Messale si è voluto continuare con immagini inguardabili. Croci indigeste, immagini violacee e tristi, volti senza volto, primitivismi iconografici leziosi e insopportabili. Nulla a che vedere con l'arte. C'è solo la Chiesa come la vorrebbero alcuni: liquida, senza un volto preciso, senza contorni dottrinali. E il disastro pastorale è legittimare queste posizioni senza proporre un ideale di bellezza che induca a superarle. Leggi il seguito…

  • La proprietà privata come diritto “vero e perfetto”

    di Silvio Brachetta. La proprietà privata – tra le altre cose – è il «fine prossimo che si propone l’artigiano», per mezzo del suo lavoro. Lo scrive Leone XIII nella Rerum Novarum[1]. Il pontefice usa qui altri due sinonimi della proprietà privata: il «necessario alla vita» e la «dovuta mercede». Ma la cosa notevole è che – sempre secondo Leone XIII – la proprietà privata è retta da un «vero e perfetto diritto», secondo il quale l’operaio può «esigere» e «investire come vuole» quello che, per mezzo del lavoro, è diventato suo. Leggi il seguito…

  • L’accordo Cina-Vaticano sdogana una chiesa scismatica prona al regime e un totalitarismo feroce

    di Stefano Fontana. L’accordo (segreto) tra il Vaticano e la Cina comunista in fase di rinnovo ha due aspetti apparentemente diversi tra loro ma in realtà convergenti a renderlo tragico per la Chiesa non solo in Cina ma ovunque. Leggi il seguito…

  • Se Bergoglio fa l’avvocato dei gay

    di Marcello Veneziani. Allora, Bergoglio benedice le coppie omosessuali? Così hanno capito quasi tutti, cuori semplici e menti raffinate. E sono patetici i tentativi, gli sforzi di taluni prelati di ridurre la portata delle affermazioni papali e ricondurle alla dottrina e alle cose già dette. Certo, sono battute di un’intervista, di qualche anno fa, sono frasi dette e non scritte o pronunciate in una sede solenne, in un documento papale, sono citate fuori contesto. Ma vogliamo forse negare che il Papa abbia chiesto “una copertura legale” alle unioni omosessuali, “dobbiamo creare una legge sulle unioni civili e omosessuali” e che gli omosessuali non solo “hanno diritto di essere in famiglia”, ma “hanno diritto a una famiglia”? Innanzitutto distinguiamo due piani, quello civile e giuridico e quello religioso e pastorale. Leggi il seguito…